Il Consorzio
L'Open Source, ovvero la distribuzione di software la cui licenza permette l'accesso al codice sorgente, nonché l'adattamento e la modifica del medesimo, può garantire soluzioni a basso costo, se non gratuite, rispetta principi di trasparenza e sicurezza, permette a un'organizzazione di non dipendere da un unico fornitore, garantisce un'elevata riusabilità, agevola lo sviluppo di soluzioni anche in organizzazioni o contesti in cui si dispone di un numero minimo di risorse umane e materiali.
Sembra decisamente una bella opportunità, dopo anni e anni di assoluto predominio dei software cosiddetti "proprietari", tipicamente costosi e "rigidi", soprattutto nella Pubblica Amministrazione e nella scuola.
Partendo da questo enunciato e limitandosi ad una semplice analisi costi/benefici potremmo ritenere giusta l'adozione dell'open source nel mondo scolastico, senonchè ci sono alcune considerazioni contingenti da fare che a nostro avviso spostano l'attenzione su un piano più pragmatico di convenienza in termini di organizzazione e obiettivi da raggiungere.
L'avvento del computer nella nostra scuola, ma diciamocelo anche in tutti gli altri campi della società italiana, è coinciso con l'utilizzo del software proprietario ed in particolare quello di casa Microsoft. Adottare la tecnologia open source tout court implicherebbe necessariamente un aggiornamento delle competenze informatiche di tutte le componenti professionali scolastiche.Una visione fortemente ideologizzata dell'Open Source, rischia di riportare la scuola paradossalmente indietro, riproponendo scenari in cui la scelta della tecnologia prevale sulla didattica, e docenti e studenti sono concentrati soprattutto sull'acquisizione delle abilità tecniche richieste per utilizzare al meglio questo tipo di strumenti e ambienti.
La nostra posizione in relazione a tutto ciò è più morbida, oseremo dire "centrista", siamo dell'avviso che al punto in cui siamo occorre contemperare le due soluzioni sfruttandone al massimo le potenzialità. In questo senso è indirizzata l'azione del consorzio che vuole soprattutto stimolare e far crescere l'utilizzo delle nuove tecnologie in ambito scolastico utilizzando la più vasta gamma di strumenti a disposizione possibile, spaziando dal software proprietario a quello open source.
Ovviamente la nostra predilezione per il software aperto e free non viene messa in discussione, non a caso proponiamo anche delle nostre produzioni in tal senso. Perchè siamo convinti che tale software nasce e cresce, quantitativamente e qualitativamente, come prodotto di rete, su base collaborativa, e che fa dell'espansione e dell'adattamento alle diverse situazioni un principio fondante. I modelli operativi non sono pertanto imposti, ma proposti, e ciascun soggetto, se ne è capace, può ridefinirli e rimetterli in circolo.
I diversi programmi e le diverse distribuzioni si caratterizzano spesso perché sono il risultato della fatica di autentici "addetti ai lavori" di specifici settori, cioè di persone che hanno deciso di costruire (o di adattare) un ambiente digitale in modo da avere risposte il più possibile soddisfacenti ai bisogni di elaborazione da loro direttamente individuati e definiti. Ciò ha come conseguenza un'accresciuta, esplicita e consapevole dimensione socio-culturale dell'operazione di progettazione, realizzazione, diffusione dei singoli software e delle distribuzioni. La documentazione che accompagna i programmi ha anch'essa un'impostazione dinamica e collaborativa: spesso si appoggia infatti sulla nascita e sulla crescita di comunità di persone che discutono sull'efficacia e sui possibili miglioramenti di un singolo programma o di un'intera distribuzione, ed è questo il modello che sostanzialmente proponiamo con il nostro contributo in qualità di rete di scuole.





